Comunicazione vocale del Sacro di Birmania

La comunicazione felina avviene tramite: segnali visivi, tattili, olfattivi ed acustici.

Comunicazione acustica

La comunicazione acustica è estremamente importante nella specie felina: infatti il gatto è la specie carnivora che utilizza maggiormente i segnali acustici.

John Bradshaw ha spiegato la complessità del repertorio vocale del gatto con il fatto che è una specie sociale e che quindi ha bisogno di più segnali acustici di una in cui gli individui si riuniscono solo per accoppiarsi; con il fatto che è specie notturna: è importante comunicare in presenza di luce fioca.

Inoltre il lungo tempo in cui il gattino rimane con la mamma fa sì che si sviluppi un complesso sistema di comunicazione vocale.

Ancora, l’habitat in cui vive il gatto ha una visibilità minima e quindi un sistema di comunicazione acustico è essenziale. Si è notato che alcuni individui e alcune razze (siamese) utilizzano i suoni più spesso degli altri.

Il numero esatto di vocalizzazioni emesso dal gatto è soggetto all’interpretazione umana: vi sono molte variazioni, quindi, dei richiami “tipici” e vari autori dividono o raggruppano questi richiami in modo differente.

Secondo alcuni autori il linguaggio del gatto consta di tre categorie: i brontolii, le vocalizzazioni e suoni ad alta intensità.

I brontolii sono rappresentati dalle fusa, dai suoni dolci usati per salutare, per richiamare l’attenzione e per sollecitare l’approvazione (sono emessi a bocca chiusa).

I vocalizzi vengono usati solo in contesti specifici soprattutto con i proprietari(per chiedere, per lamentarsi , in caso di smarrimento). In questi casi la bocca è aperta e si chiude gradualmente.

I suoni ad alta intensità vengono usati soprattutto nella comunicazione intraspecifica: brontolio, sibilo, soffio, lamento, ringhio (es: urlo d’accoppiamento delle femmine). La bocca è aperta e tesa.

Secondo altri autori possiamo distinguere diversi tipi di richiami in base all’apertura o chiusura della bocca:

  1. con la bocca chiusa (fare le fusa, trillo, cinguettio); con la bocca aperta che si chiude gradualmente (miagolii, richiamo del maschi e della femmina per l’accoppiamento)
  2. con la bocca aperta (ringhio, miagolio, grugnito, soffio, sputo, strillo)

Le “fusa” vengono emesse quando i gatti entrano in contatto (sia con un conspecifico, sia con l’uomo); sono stimolate con il tatto, quando sonnecchia, quando il cucciolo succhia il latte dalla mamma.

Non si verificano nelle interazioni aggressive, negli incontri con sconosciuti e durante la caccia.

La loro funzione non ancora perfettamente chiarita: si pensava fossero collegata ad uno stato di piacere, ma si è visto che vengono fatte spesso anche da gatti gravemente malati. Si pensa sia un richiamo per sollecitare attenzione e contatto.

Il “trillo o cinguettio” è un richiamo di saluto; è un misto tra le fusa ed il classico miao.

Del “miagolio” esistono diverse varianti; è usato per salutare e nelle diverse interazioni sociali: con i con specifici e con le altre specie (cane ed essere umano).

Il “soffio” viene effettuato con la bocca aperta a metà, la retrazione del labbro superiore , l’inarcamento della lingua ed espulsione di un getto d’aria in modo decisamente brusco.

Spesso è accompagnato da teatrali colpi sul terreno con una zampa anteriore e l’autore di tale comportamento diverse volte si protrae in avanti.

Un suono difficile da classificare è quello fatto da un gatto che sta in casa alla vista di un uccellino fuori dalla finestra; è un misto tra battere i denti e balbettare.

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