Passaporto per viaggiare all'estero con il tuo gatto

Portare con sé il proprio amico a quattro zampe al di là delle frontiere del proprio Paese oggi non è più un problema.

Dal 1° Ottobre 2004, per lo spostamento di un animale da compagnia tra gli Stati dell’Unione Europea, si rende necessario il passaporto europeo al fine di garantire la sicurezza sanitaria.

Così, tra biglietti di viaggio, documenti personali e assicurazioni, per viaggiare nei paesi della Comunità europea gli amici a quattro zampe avranno bisogno di alcuni certificati che attestano il loro stato di salute.

Come richiedere il passaporto per il gatto

Sul documento, che viene rilasciato dal veterinario della Asl, sarà indicato il numero del microchip identificativo di 15 cifre, l’avvenuta vaccinazione antirabbica, gli esami clinici, la storia medica dell’animale, nome e recapito del proprietario.

Questo documento permette a cani e gatti di viaggiare anche da soli nei Paesi che condividono la stessa legge.

Il passaporto del tutto simile a quello dei cittadini europei è in cartone blu cobalto con al centro il simobolo dell’Unione Europea.

Non c’è l’obbligo della fotografia, anche se è ammessa.

Tutti gli animali in viaggio tra i 28 Stati dell’Unione dovranno avere un modello di passaporto facilmente controllabile dall’autorità competente che deve includere informazioni dettagliate sui requisiti di certificazione in materia di vaccinazione antirabbica, nonché sugli altri requisiti del relativi allo stato sanitario degli animali.

Obbligo di registrazione in anagrafe

Dal 1° Gennaio 2005 anche nei gatti si è passati dal tatuaggio al microchip ISO inoculato sottocute (inattivo) per poter identificare facilmente l’animale e il suo proprietario avvicinando un’apposito lettore RFID.

Il provvedimento introduce inoltre un’armonizzazione delle varie legislazioni sulla materia e solo per l’ingresso in Regno Unito, Irlanda e Svezia sarà necessario sottoporre gli animali anche al test degli anticorpi (titolazione anticorpale), disposizione che rimarrà in vigore per tre anni, rinnovabili con una decisione congiunta di Europarlamento e consiglio dei ministri Ue.

Tuttavia gli amici a quattro zampe provenienti dai paesi esterni all’Unione, in cui la rabbia sia presente in maniera endemica, continueranno a subire dei test prima dell’ingresso.

In questo modo resteranno solo un lontano ricordo le varie carte da bollo e permessi, i vaccini di tutti i generi: differenze di legislazione che hanno sempre scoraggiato la maggior parte dei vacanzieri e favorito l’abbandono dei poveri animali in strada, decretando nella maggior parte dei casi la loro morte per sete, fame, o sotto le ruote di un’auto, ma ora non sarà più così.

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