Attenzione al Giglio di Pasqua, e non solo

Secondo la leggenda il giglio bianco, che cresceva nel giardino del Getsemani, spuntò nel punto dove caddero le lacrime e il sudore di Gesù negli ultimi momenti di vita.

Protagonista di varie leggende, segno di protezione dei Cavalieri Templari, simbolo di purezza, il Giglio Bianco (Lilium Candidum o Lilium Longiflorum) è spesso chiamato Giglio di Pasqua e per la sua bellezza e leggiadria è utilizzato per decorare ed abbellire le nostre case, soprattutto in questo periodo.

Attenzione però ai nostri amati gatti.

Questo splendido fiore è tossico per i gatti. Mangiare solo un paio di foglie o leccare qualche grano di polline può causare rapidamente insufficienza renale.

Un gatto che ha mangiato qualche parte del giglio inizierà a vomitare poco dopo, il vomito andrà a diminuire dopo 2-4 ore.

Entro le 12-24 ore il gatto può iniziare ad urinare frequentemente. La minzione può arrestarsi in caso di insufficienza renale. Se non curato, il gatto può morire entro 4-7 giorni dopo aver mangiato il giglio.

Un intervento tempestivo è fondamentale, portate il vostro gatto dal veterinario immediatamente se sospettate che possa aver mangiato il giglio.

Il veterinario può indurre il vomito se il gatto ha appena mangiato il fiore e può somministrare fluidi per via endovenosa per mantenere la funzione renale e prevenire la disidratazione.

Altri tipi di gigli, come la Calla ad esempio, non causano insufficienza renale nei gatti ma possono irritare la bocca e l’esofago, altre varietà possono causare problemi al ritmo cardiaco. In tutti i casi, chiamate il veterinario!

Non dobbiamo rinunciare ad avere gigli in casa ma dobbiamo assicurarci che siano in una posizione in cui il nostro gatto non può raggiungerli.

I gigli non rappresentano un grave pericolo per i cani, che possono accusare problemi intestinali se mangiano un giglio, ma le loro vite non saranno in pericolo.

Sono state identificate più di 700 piante produttrici di sostanze fisiologicamente attive tossiche in quantità sufficienti a provocare effetti nocivi per gli animali, reazioni che vanno da una lieve nausea fino addirittura alla morte.

Alcune specie animali possono avere una vulnerabilità particolare per una pianta potenzialmente velenosa rispetto ad altre specie, come per esempio il giglio per i gatti.

Di seguito la lista di alcune piante comuni che possono produrre una reazione tossica negli animali (fonte The Humane Society of the United States, la più importante organizzazione americana di protezione degli animali): https://www.humanesociety.org/resources/plants-may-poison-your-pets

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